“Nokia-connecting people” è una delle prime cose che ho visto guardando fuori da una finestra dall’aeroporto di Ben Gurion appena arrivata in Israele, scritta su un prato, ma nel giro di qualche giorno mi sono resa conto di quanto è aberrante la situazione, visto che da una scheda israeliana non posso inviare un sms ad una palestinese.
E non è così
strano, perché a parte i check point
non c’è molta opportunità di conoscersi: scuole,
autobus, strade, luoghi sacri e tutto il resto è militarmente
diviso, così si condivide un territorio di poco più
grande della Sicilia ma non ci si conosce, si parla gli uni degli
altri per sentito dire, al massimo per luoghi comuni o per le azioni
di forza che ci sono, da un lato e dall’altro. (Continua)
“Act
against climate change”,
era uno dei tanti messaggi riportati dagli striscioni che giorno 8
Dicembre 2007 centinaia di giovani libanesi hanno esposto durante la
marcia lungo la corniche
di Beirut, in occasione della ripresa dei negoziati post-Kyoto, per
far sentire la propria voce contro il disimpegno del Mondo Arabo e
del mondo intero rispetto alla drammatica e sempre più urgente
problematica del riscaldamento del pianeta. Un giorno di musica, di
scambio di idee, di protesta pacifica che ha coinvolto
anche i piccoli Palestinesi provenienti dal campo profughi di
Chatila. (Continua)
Da dove ricominciare? Questa è la domanda che mi assilla, mentre cerco di camminare tra le macerie del campo profughi palestinese di Nahr el Bared… forse il mio volto esprime le mie perplessità, chissà forse questo è il motivo per il quale un anziano signore si avvicina e mi chiede se ho bisogno di aiuto; aiuto io? lui ha perso tutto, era un fotografo, aveva uno studio al di là delle macerie, dove l’esercito libanese nasconde ulteriori disastrose macerie…ha perso le attrezzature, la propria abitazione, ma non la voglia di ricominciare a vivere…certo, se qualcuno ci aiutasse veramente….!
Da tempo i media riferiscono che l'Iran potrebbe essere il prossimo obiettivo di un'aggressione statunitense. Il pretesto avanzato è il presunto programma di fabbricazione di armi nucleari, ma in realtà l'intenzione di Teheran di utilizzare l'euro come moneta di scambio dell'oro nero preoccupa gli Usa molto più di qualunque arma di distruzione di massa.
"L'odore dei soldi fa deviare anche il corso dei fiumi" (Antico proverbio arabo)
Mai tanto azzeccato, un proverbio che ben rende l'attuale (e, purtroppo, da tempo continua) situazione del Medio Oriente.





