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ESPLODONO LE VIOLENZE IN KENYA
aljanub | 18 Aprile, 2008 19:27

A poco più di un mese dalle elezioni presidenziali, il Kenya sembra essere sull’orlo di una guerra civile. Non si placano infatti le ondate di violenza che hanno seguito le contestazioni dei risultati della consultazione elettorale del 27 dicembre.

Le elezioni hanno premiato come vincitore il presidente uscente Mwai Kibaki con oltre 230mila voti di margine. Tale risultato è giunto con molto ritardo ed è stato accolto nel peggiore dei modi dal leader dell’opposizione Raila Odinga, ex prigioniero politico, il quale aveva già dichiarato che un risultato in favore di Kibaki sarebbe stato inaccettabile e solo frodi molto estese avrebbero potuto consentirlo. Ma anche i lunghi e discussi riconteggi hanno confermato la vittoria, seppur di misura, per Kibaki: 4.584.721 voti contro 4.352.993. (Continua)  #

PER LE VIE DELLA PALESTINA
aljanub | 18 Aprile, 2008 19:25

“Nokia-connecting people” è una delle prime cose che ho visto guardando fuori da una finestra dall’aeroporto di Ben Gurion appena arrivata in Israele, scritta su un prato, ma nel giro di qualche giorno mi sono resa conto di quanto è aberrante la situazione, visto che da una scheda israeliana non posso inviare un sms ad una palestinese.

E non è così strano, perché a parte i check point non c’è molta opportunità di conoscersi: scuole, autobus, strade, luoghi sacri e tutto il resto è militarmente diviso, così si condivide un territorio di poco più grande della Sicilia ma non ci si conosce, si parla gli uni degli altri per sentito dire, al massimo per luoghi comuni o per le azioni di forza che ci sono, da un lato e dall’altro. (Continua)  #

LA REPUBBLICA DI MACEDONIA E'...
aljanub | 18 Aprile, 2008 19:22

È uno stato indipendente dal 1991 della penisola balcanica nell’Europa sud-orientale. L’attuale territorio macedone formava in precedenza la parte meridionale estrema della Jugoslavia.

È una terra piena di contraddizioni, al nord, nella capitale (Skopje) sembra di stare in un paese occidentale, con la frenesia e gli impegni quotidiani, dove internet, giornali e tv sono all’ordine del giorno e dove basta aspettare la sera per avere tra le mani il quotidiano del tuo paese di origine; nella parte sud del paese invece, si trovano i paesini sperduti dove per arrivarci serve una gip ( e solo nei giorni in cui non c’è la neve), dove la gente parla in dialetto macedone e ti offre i prodotti tipici della zona. (Continua)  #

LA SOCIETA’ CIVILE LIBANESE CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
aljanub | 18 Aprile, 2008 19:10

Act against climate change”, era uno dei tanti messaggi riportati dagli striscioni che giorno 8 Dicembre 2007 centinaia di giovani libanesi hanno esposto durante la marcia lungo la corniche di Beirut, in occasione della ripresa dei negoziati post-Kyoto, per far sentire la propria voce contro il disimpegno del Mondo Arabo e del mondo intero rispetto alla drammatica e sempre più urgente problematica del riscaldamento del pianeta. Un giorno di musica, di scambio di idee, di protesta pacifica che ha coinvolto anche i piccoli Palestinesi provenienti dal campo profughi di Chatila. (Continua)  #

MACERIE E SPERANZE NEL CAMPO DI NAHR EL BARED
aljanub | 18 Aprile, 2008 19:03

Da dove ricominciare? Questa è la domanda che mi assilla, mentre cerco di camminare tra le macerie del campo profughi palestinese di Nahr el Bared… forse il mio volto esprime le mie perplessità, chissà forse questo è il motivo per il quale un anziano signore si avvicina e mi chiede se ho bisogno di aiuto; aiuto io? lui ha perso tutto, era un fotografo, aveva uno studio al di là delle macerie, dove l’esercito libanese nasconde ulteriori disastrose macerie…ha perso le attrezzature, la propria abitazione, ma non la voglia di ricominciare a vivere…certo, se qualcuno ci aiutasse veramente….!

 (Continua)  #

INTERVISTE AI MIGRANTI: STORIE DI VITA A CONFRONTO
aljanub | 18 Aprile, 2008 18:55

Un mese passato tra i mercati storici di Ballaro, il Capo e il centro di Santa Chiara.
L'obbiettivo: somministrare 270 interviste a 4 differenti comunità (Marocco, Ghana, Filippine e Bangladesh), commissionato dall'Abi (associazione delle banche italiane) al CeSpi(centro studi politica internazionale) e di conseguenza affidata al Ciss sul territorio palermitano. I questionari vogliono indagare sul rapporto tra i migranti e i servizi bancari e postali, per migliorarne l'accesso e creare servizi ad hoc.
Fin qui il nostro lavoro, 5 giovani universitari.
E’ stato abbastanza spontaneo calarsi a pieno nella realtà dei migranti a Palermo, attraverso i racconti reciproci di esperienze, viaggi e problematiche di vita quotidiana.
Non è facile lavorare con i migranti,a volte perchè sei bianca, a volte perchè sei femmina.
Ma poi dopo qualche giorno passato a studiarci in modo reciproco succede qualcosa. Forse perchè hai conosciuto le persone giuste, forse perchè anche noi abbiamo i ritmi lenti di chi è del sud, forse perchè non abbiamo mai detto di no ad un bicchiere di birra o ad una festa, compresa quella della fine del Ramadam.

 (Continua)  #

IL PETROLODIO
aljanub | 18 Aprile, 2008 18:48

Da tempo i media riferiscono che l'Iran potrebbe essere il prossimo obiettivo di un'aggressione statunitense. Il pretesto avanzato è il presunto programma di fabbricazione di armi nucleari, ma in realtà l'intenzione di Teheran di utilizzare l'euro come moneta di scambio dell'oro nero preoccupa gli Usa molto più di qualunque arma di distruzione di massa.

"L'odore dei soldi fa deviare anche il corso dei fiumi" (Antico proverbio arabo)

Mai tanto azzeccato, un proverbio che ben rende l'attuale (e, purtroppo, da tempo continua) situazione del Medio Oriente.

 (Continua)  #

I BAMBINI DI STRADA IN BRASILE
aljanub | 18 Aprile, 2008 18:41

Si sente parlare di bambini di strada in tutto il mondo, ma esistono differenti caratteristiche tra i paesi. Nei paesi industrializzati, bambini e adolescenti sono a volte così chiamati quando fuggono da casa, nella maggior parte dei casi spinti da conflitti familiari; in questi paesi il fenomeno non assume, dunque, una dimensione sociale.

Nei paesi in via di sviluppo, invece, esistono una molteplicità di fattori “di espulsione” tra loro intercorrelati, tra cui l’assenza di risorse economiche e di opportunità nei contesti d’appartenenza, così come la presenza della violenza nel proprio quotidiano.

Il termine “menino/a de rua” si riferisce a bambini e adolescenti che si trovano in una situazione di vulnerabilità sociale e/o personale e in tali condizioni sono esposti a diversi rischi quali: violenza fisica e sessuale, uso di droga, sfruttamento lavorativo, malnutrizione. Questi bambini possono ancora possedere dei legami con le proprie famiglie ma, data la fragilità delle stesse, trascorrono la maggior parte del loro tempo per strada. È dunque possibile distinguere tra i meninos de rua che vivono costantemente in strada rompendo i legami familiari o con altri adulti facenti le veci dei genitori, e i meninos na rua che trascorrono tutto il giorno lontani da casa per poter aiutare economicamente le proprie famiglie, senza che si sia verificata una completa rottura dei vincoli familiari.

 (Continua)  #

BIRMANIA UNA CRISI INFINITA
aljanub | 18 Aprile, 2008 18:14

Come sempre l’informazione italiana (perlomeno quella televisiva) è abile a riportare notizie dal Sud del mondo solo nel momento in cui l’argomento trattato è oggetto di scandalo internazionale. Passa qualche giorno e la preoccupazione generale dei mass media diminuisce, fino a scomparire del tutto. Sembra che tutto sia tornato come prima, che il problema sia stato risolto, ma purtroppo non è così. E’ il caso della Birmania, guardata con grande apprensione durante la rivolta pacifica iniziata nel settembre 2007 e poi dimenticata per far spazio a notizie più fresche e meno inquietanti. Facciamo un breve riassunto di come il popolo birmano è stato sottomesso negli ultimi 50 anni. (Continua)  #